Ferrara, buonissima a tavola e bellissima in bici

Lo scorso weekend siamo stati in Emilia e una delle nostre tappe è stata Ferrara.

Abbiamo scoperto che la città è veramente bella e abbiamo avuto conferma che come in tutta la zona, la cucina è davvero la fine del mondo! La giornata è iniziata in stazione dove ci è venuta a prendere Veronica una nostra amica e account manager di IgersFerrara.

Ci ha portati subito nel suo B&B a prendere le biciclette con le quali abbiamo potuto goderci la città all’aria aperta sotto il caldo sole primaverile. Una delle cose più belle di Instagram e di IgersItalia è che quando vai in un posto c’è sempre un amico da andare a trovare che ti fa da guida speciale mostrandoti gli scorci più belli e interessanti che altrimenti non avresti potuto scoprire.

Per non parlare della scelta di dove andare a mangiare: vi è mai capitato di sprecare ore intere a cercare in giro o sullo smartphone un posto che vi ispira pensando “questo sembra turistico, questo probabilmente è un pacco o no per arrivare qui ci mettiamo due ore e sprechiamo solo tempo“…. Quando sei con un “local” è tutto molto più semplice ed autentico. E in questo Veronica ci ha dato molta soddisfazione!

Siamo partiti pedalando sul sentiero ciclabile delle Antiche Mura Medievali che circondano Ferrara lunghe in tutto 9 Km, ma circa a metà strada abbiamo tagliato verso il centro passando in una strada ciottolata che Enzo Ferrari considerava tra le più belle d’Europa che viene percorsa anche dalle auto della Millemiglia.

Si passa anche dalla Facoltà di Giurisprudenza e si arriva direttamente al suggestivo Castello Estense o di San Michele da cui prende il nome perchè la sua costruzione inziò simbolicamente il giorno di San Michele. E’ il simbolo architettonico e rappresentativo di Ferrara. Costruito nel 1385 e danneggiato a causa del terremoto del 2012 ma subito restaurato, oggi, oltre ad ospitare mostre è anche sede della Provincia.

Spostandosi di pochissimo dal Castello Estense si può ammirare il cortile interno chiamato Rotonda Foschini,  del Teatro Comunale di Ferrara finito di costruire nel 1797. Oltre ad essere un teatro è anche sede di mostre.

In pieno Centro Storico si può passeggiare, o pedalare in Piazza Trento e Trieste, sul cui lato è edificata l’antichissima Cattedrale di Ferrara, edificata nel 1132.

Insomma, Ferrara è veramente una bella città a misura d’uomo, in cui è davvero possibile rilassarsi sorseggiando un caffè o uno spritz sotto il sole tiepido o godersela pedalando in giro. Ma Foodtellers è un progetto di storie e ricette dentro e fuori la cucina, per cui adesso arriveremo al dunque!

Pedalare e passeggiare ovviamente fa venire fame, e abbiamo quindi chiesto a Veronica quali fossero i piatti tipici della cucina ferrarese. Ovviamente ci sono i salumi, e ci ha spiegato che tra questi esiste un insaccato locale che si chiama salama da sugo. E’ un salame dalla forma un pò arrotondata, a base di carne di maiale e condita con vino e chiodi di garofano, viene fatta stagionare e infine cucinata e servita con purè. Purtroppo era fuori stagione.

Ma ci siamo rifatti con altri piatti locali, Veronica ci ha portati a pranzo da Cusina e Butega un’osteria molto carina che promette benissimo già dall’ingresso, con salumi appesi e un inebriante profumo che ti investe!

Abbiamo quindi optato per un tagliere diviso, è impossibile non mangiare salumi in Emilia, hanno un sapore diverso, come se fossero più saporiti. Il tutto accompagnato dalle coppie ferraresi, il pane che viene fatto in questa zona, crescentine calde e tigelle.

Come primo abbiamo ordinato i cappellacci ripieni zucca al ragù. In alternativa era possibile ordinarli anche conditi con burro e salvia. In un primo momento volevamo prenderli diversi per assaggiarli ma dopo aver sbirciato su altro tavolo ci siamo resi conto che quelli al ragù avevano un aspetto troppo invitante. I cappellacci erano enormi e buonissimi, il sapore del ripieno di zucca era molto delicato andava a braccetto con l’aroma della noce moscata. Il ragù alla bolognese era tirato ma non copriva il sapore del ripieno. Anche la pasta fresca era perfetta!

Il pasticcio ferrarese è un altro piatto tradizionale. E’ una ricetta che affonda le sue origini nel 1500 e  nel corso degli anni ha subìto diverse modifiche. E’ un timballo di maccheroni (si utilizzano generalmente i sedanini) conditi con ragù, funghi secchi, tartufo, besciamella e parmigiano, racchiusi in un involucro di pasta frolla. E’ quindi una ricetta con contrasto di sapori dolci e salati, quasi come se fosse un rustico. Era buonissimo anche il Pasticcio Ferrarese!

Ferrara quindi è stata davvero una piacevolissima sorpresa, sia per averla scoperta, sia per averla assaggiata.

Se ci chiedete dove mangiare a Ferrara, noi vi consigliamo molto caldamente di andare da Cusina e Butega, non ve ne pentirete!

 

 

 

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